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All’E3 i videogiochi raccontano una storia.

All’E3 i videogiochi raccontano una storia.

 

Si è svolto a Los Angeles l’Electronic Arts dove finalmente i giochi riportano un’attenzione particolare per le narrazioni e le trame. 

L’evoluzione dei videogiochi. 

Si è svolto a Los Angeles la fiera dell’elettronica E3 dove sono stati presentati le nuove tipologie di videogames. La manifestazione è sempre preceduta dalle grandi anteprime dei più grandi nomi del settore che promuovono le novità per il mercato. La novità quest’anno, però, è la tipologia di videogiochi presentati, il filo conduttore, infatti, è l’attenzione particolare per le storie narrate all’interno dei giochi. Un enorme balzo verso la realtà dei videogiochi che ora narrano davvero qualcosa di possibile nel mondo “umano”. Prendiamo ad esempio l’annuncio fatto da Madden NFL 18 NBA LIve che ora ha una storia del tutto simile a quella della modalità viaggio di Fifa 17. La novità? Ci si calerà completamente nei panni di un giocatore di basket o di football! I sogni di diventare delle star dello sport ora sanno realizzabili davvero per tutti. 

E per chi ama i videogiochi d’auto. 

 

Anche Need For Speed Payback, ennesimo capitolo della saga, riserva delle novità per tutti gli amanti della corsa su quattro ruote. Le anticipazioni posizionano il videogioco a metà strada tra GTA Burnout e il film Fast ad Furious. Non solo corse in solitaria però, i nuovi giochi prevedono anche interazione con gli amici. Novità assoluta è A Way Out, una storia di evasione carceraria e la successiva fuga di due amici in cerca di riscatto. La novità sta nel fatto che si deve giocare con il secondo giocatore, amici nella realtà e nella vita! Ma per tutti gli amanti del vintage la novità tanto attesa non poteva che essere Star Wars Battlefront II, annunciato già lo scorso anno. Il videogioco ha lasciato tutti con l’acquolina in bocca per conoscere grafiche e segreti e arriverà finalmente sugli scaffali degli store di videogiochi il 17 Novembre. In questo nuovo capitolo gli scenari dedicati al multiplayer si ispireranno alle grandi battaglie cruciali che hanno caratterizzato i tre capitoli della saga con una novità. IL videogioco potrà essere utilizzato anche in solitaria, non male per chi si è sempre sentito il re dell’universo!

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Apple: problema di sicurezza per il servizio web.

È di ieri la notizia che il servizio di aggregazione notizie offerto agli utilizzatori iOS è temporaneamente sospeso per un “motivo di sicurezza”.

Apple News sotto scacco. 

Apple News, il sevizio di notizie per gli utenti iOS è fuori uso e lo sarà per molto tempo. Pare infatti che da Cupertino sia arrivato il comunicato che afferma un problema di sicurezza sul servizio. Già da qualche settimana gli utenti iOS hanno notato nel riquadro nella “vista” Today la mancanza della notizie. L’attenzione degli utenti ha destato l’attenzione dei media che hanno iniziato a fare domande riguardo questa mancanza. 

La notizia di Apple.

Le notizie rivelano che è stata la stessa azienda di Cupertino a bloccare il sistema temporaneamente. Perché? Sarebbe stata scoperta una vulnerabilità nella piattaforma relativo al cosiddetto “Jailbreak”. Il metodo permette di bypassare le barriere anti-pirateria del software Apple e permetterebbe di installare sui dispositivi dell’azienda programmi non autorizzati. Un problema di sicurezza importante se si pensa alle continue lamentele riguardo alle truffe informatiche. 

Quanto durerà il blocco Apple?

Le notizie riguardo al blocco della Apple stanno facendo pensare che forse il problema durerà più del normale. In effetti la stessa azienda, che ha deciso di bloccare il servizio, ha fatto intendere che il blocco durerà altri 10 giorni circa. Tutto tornerà così alla normalità senza nessun pericolo per gli utenti. In molti hanno additato questo problema al recente aggiornamento di Apple, come altre problematiche in passato, l’azienda però smentisce. Infatti tornerà tutto alla normalità senza la necessità di aggiornamenti del software. 

Apple News.

 

Il corpo del reato, Apple News, è una piattaforma che seleziona le notizie principali delle testate online nazionali. Non è disponibile in tutti gli stati ma solo in Gran Bretagna, Stati Uniti e Australia mentre in Italia e negli altri stati c’è una versione ridotta. Questa versione è presente sotto forma di floating app nel menù Today. Superare il sistema di sicurezza che Apple ha creato su tutti i suoi dispositivi è una della missioni di migliori di Hacker. Sono state tante le critiche ricevute per questo sistema di sicurezza che non ha permesso neppure ai servizi segreti di accedere alle informazioni di un terrorista. Apple si rifiuto di fornire i dati del device del terrorismo affermando che il suo principale interesse è sempre stato quello di tutelare la privacy dei suoi utenti. 

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La Guerra dei Sei Giorni e le varie interpretazioni.

La Guerra dei Sei Giorni e le varie interpretazioni.

È in occasione della Guerra dei Sei Giorni che sono stati pubblicati numerosi articoli. Tra vero e irreale molti hanno trasmesso informazioni al limite del grottesco. 

La libertà di espressione dei blogger. 

In occasione del 50esimo anniversario della Guerra dei Sei Giorni sono stati pubblicati molti articoli. Alcuni sono stati uno sproloquio contro Israele e nulla di storico. La libertà di espressione è importante per chiunque si approcci alla scrittura o all’informazione. Costruire un dibattito, sano e costruttivo, è la base della “conoscenza che elimina l’errore”. Fin dalle scuole primarie inferiori ci ripetono che studiare la storia permette di non commettere nuovamente gli stessi errori. Quando però un articolo sfocia nell’aggressivo e nella manipolazione dei fatti, si sbaglia. La libertà di parola diventa libero sbaglio quando scende nell’insulto storico vero e proprio.

La notizia.

Il post che Gianluca Ferrara ha pubblicato sul quotidiano.it, dal titolo “Israele, 50 anni fa la “Shoah” dei palestinesi” è l’esempio dell’errore. Non vogliamo affrontare dei discorsi che dovrebbero essere criticati solo da chi di dovere. Leggere, però, che Israele sarebbe l’autrice di una Shoah nei confronti dei Palestinesi, al fine di occupare la Palestina, sembra una distorsione dei fatti. Nel 1897 non esisteva lo stato della Palestina, mai esistito essendo il nome riferito solo all’area geografica. Il movimento ebraico sionista deve la sua nascita alla spinta di movimenti nazionalisti e influenze mazziniane. Fondamento dei movimenti nazionalisti è la patria e gli ebrei hanno vissuto quei territori ampiamente come dimostrato anche prima della nascita del movimento. Nel 1917 venne sancito il diritto al focolare del popolo ebraico nella Dichiarazione del Ministro degli Esteri Britannico in seguito adottata nel 1922 dalla Lega delle Nazioni. Le Nazioni Unite hanno approvato il piano di creazione di due stati, uno per ebrei l’altro per gli arabi. La popolazione ebraica accetto quella degli arabi promise che non avrebbe mai accettato l’esistenza di un popolo ebraico. Quando Israele proclamo la propria indipendenza, nel 1948, furono le truppe arabe ad accerchiare Israele, dichiararono guerra e conclusero solo nel 1949. Nel 1967 Egitto e altri stati arabi ripresero a preparare un’altra guerra per distruggere Israele. L’unica possibilità per questo stato che benché armato non voleva toccare le armi, come spesso ha ripetuto nel corso delle trattative preguerra, è stata quella di attaccare. Ha così neutralizzato l’aviazione egiziana. Il giorno stesso la Giordania intervenne nello scontro forzando Israele a rispondere. Al termine della battaglia Israele cercò la trattavi e la risposta araba furono tre decisi no ai negoziati, no al riconoscimenti e no alla pace. 

Blogger, giornalisti, storici. 

A cosa serve questo discorso? Chissà, forse a capire che è necessario informarsi. È importante studiare la storia prima di parlare. Quando non si può studiare prima della scrittura dei un articolo si dovrebbe almeno restare imparziali e non esagerare con la manipolazione. La certezza della notizia non è possibile? Allora dovremmo restare sul vago, parlare sulle righe e cercare di passare la parola. Insomma, a ognuno il suo lavoro. I blogger poi, spesso vittime dell’esaltazione dei fatti in favore della vendita del pezzo sui motori di ricerca. Nell’ultimo periodo abbiamo sentito spesso parlare di Fake news, con Wikipedia che ha deciso di fondare una testata giornalistica anti-fake news. Forse coloro che decidono nella vita di essere blogger dovrebbero decidere anche di immolarsi alla causa dello studio. Gli stessi potrebbero affidarsi alle mani esperte di chi questi argomenti li hanno trasformati in mestieri e passioni. 

 

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Problemi con Google Chrome? Ecco come risolverli. 

Problemi con Google Chrome? Ecco come risolverli. 

I browser sono il primo contatto con internet. Ogni giorno milioni di persone accendono il Pc e accedono al browser per lavorare, svago, ricerca.

Chrome e i browser. 

Sono molti i browser di navigazione online come ad esempio Microsoft Edge, Opera, Safari, Explorer e il browser personale di Google: Chrome. I browser, nome per intero web browser, è un’applicazione per il recupero, la presentazione e la navigazione di risorse sul web. Per risorse, sul web, si intende pagine web, immagini o video. Ci sono dei momenti però di difficoltà d’uso e i motivi potrebbero essere tanti. Uno dei problemi maggiori riscontrati dagli utenti è la lentezza di caricamento delle pagine. Un trucco per ovviare a questo problema è lanciare il Task Manager all’avvio del browser. Questo è un centro di comando che permette di controllare i processi gestiti dal browser. Osservando i dati di utilizzo trasmessi dal Task Manager si potrà capire quale scheda impatta maggiormente sulla CPU. Eliminandola la velocità dovrebbe migliorare. Esiste però un Task Manager di Google Chrome, di facile utilizzo e raggiungibile direttamente dal browser direttamente nel menù del browser cliccando l’icona a forma di puntini collocata in alto a destra. Selezionando “altri strumenti” e dal menù a tendina che risulta selezionare task manager. 

Gli strumenti di Chrome. 

 

Sono tanti i tool di Chrome che possiamo sfruttare non solo per velocizzare le pagine ma anche per migliorare il nostro lavoro. Esistono infatti strumenti come Pick Color che permette di visualizzare il codice di qualsiasi colore presente nelle pagine web. Ottimo strumento per coloro che magari lavorano con la grafica e che vorrebbero utilizzare un colore visto sul web. Le estensioni non sono solo queste però: Amazon ha fornito google chrome di un assistente all’acquisto. Questa estensione ti permette di scoprire le offerte del giorno, mette a confronto i prodotti per risparmiare tempo e denaro, permette di creare una lista desideri universale con prodotti scelti su altri siti web. Per chi ama viaggiare, invece, c’è l’estensione booking.com per Chrome. Oltre agli sconti, scopri le offerte nascoste, gli sconti e molto altro. E queste sono soltanto alcune delle estensioni disponibili!

 

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Social, banca e ora anche tv per lo sport: Facebook batte tutti!

Social, banca e ora anche tv per lo sport: Facebook batte tutti!

Il social più usato al mondo, l’unico con il fatturato in attivo nonostante i crolli in borsa, aumenta il suo successo con la Major League Baseball.

Facebook e lo sport.

Facebook ha stretto un accordo con la Major League Baseball MIb per trasmettere in diretta sul social network alcune partite del campionato di baseball più importante del mondo. Indiscrezioni affermano che Facebook trasmetterà 20 partite direttamente dalla pagina Facebook della MIb. Qualche settimana fa abbiamo dedicato all’F8 di Facebook un articolo dove abbiamo presentato le novità del social. Zuckerberg ha confermato che a breve permetterà gli scambi di denaro sulla sua piattaforma. Ha già realizzato le vetrine per promuovere lo sviluppo business. Ha potenziato i controlli sui video per far tacere le tante critiche ricevute in questi mesi. Ha migliorato il percorso di verifica delle notizie e dei profili contro i fake della politica

Le novità di Facebook.

Sono tante le notizie circolate dall’F8 di quest’anno. L’evento per gli sviluppatori Facebook ha riservato delle grandi notizie per tutti coloro che hanno fatto un business di questo social. Ma cosa è cambiato negli ultimi tempi? Facebook sta puntando oltre rispetto al semplice social che era all’inizio della sua carriera. Sono tanti le internet company che stanno evolvendo a favore di altri settori e altri modi di reinventarsi. Si sa che se ci si inventa sempre nuovi si ottengono maggiori risultati. Il social ha cambiato pelle quando ha iniziato a capire le potenzialità di business per le imprese, inserendo vetrine, canvas e tutto quello che serve per migliorare le potenzialità della pagina business. Senza parlare poi delle inserzioni sempre più modificabili per ottenere risultati di business. Google, poi, è sempre un grande avversario per Facebook che ha deciso, per combatterlo ad armi pari, di divenire come un motore di ricerca, pare che a breve sarà come big G, se non migliore. 

Lo sport come azione di marketing.

Certo è che questa promozione in campo di sport aiuterà molto Facebook a recuperare un target, l’uomo appassionato di sport, che perdeva durante le partite. Proprio per non abbassare i volumi di traffico ha pensato, bene, di portare le partite sul social così da ri-portare gli utenti nei volumi di traffico. Una mossa astuta che non è la prima nel mondo delle compagnie web. Amazon, infatti, ha firmato un accordo per trasmettere le partite della National Football League, mentre Twitter ha un’intesa simile con la Women’s National Basketball Assocition, lega professionistica di pallacanestro femminile. Facebook però non si ferma qui, indiscrezioni affermano che la società sarebbe interessata all’e-sport e alle partite giocate dietro ad uno schermo. Avrebbe pertanto firmato un accordo con Esl, Electronic Sports League per trasmettere tornei di videogiochi. 

 

 

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BioPic il bio sul ripiano della tua cucina. 

BioPic il bio sul ripiano della tua cucina. 

È italiana la start up che ha ideato la coltivazione sul piano della cucina per permettere davvero a chiunque di consumare prodotti bio al 100%. 

BioPic la terra in città. 

Coltivare sul ripiano della cucina riportando la terra nelle città è la missione di questa start up Made in Italy. L’orto da tavola, OrtoItaliano ricompone di una struttura rettangolare in legno dentro cui trovano posto due vasi. Ma dov’è la tecnologia? Nelle luci a Led di ispirazione spaziale che suppliscono alla mancanza di luce solare. Mangiare verdure biologiche anche in città non è mai stato così semplice. La startup è stata presentata davvero in tutto il mondo e ora approda alle prime vittorie grazie alle partnership con i ristoranti stellati. Per coltivare le erbe aromatiche lo chef Bruno Barbieri ha espresso interesse verso questa possibilità. 

Da casa all’ufficio. 

 

La possibilità di coltivare al chiuso però non è un prerogativa delle abitazioni ma anche degli uffici. Sono molti coloro che stanno già pensando di “decorare” gli spazi di lavoro con queste coltivazioni tecnologiche. Questo perché grazie alla tecnologia sviluppata si possono utilizzare sia spazi all’aperto che al chiuso e gli uffici, sempre bui e angusti, potrebbero beneficiare di questa coltivazione. “Le coltivazioni”, come spiega lo stesso Renato Reggiani, ceo e fondatore dell’azienda, “oltre ad essere una gioia per gli occhi e il palato, rende più sostenibile l’ambiente domestico, purifica naturalmente l’aria producendo ossigeno e assorbendo pericolosi inquinanti come la Co2”. La tecnologia si riserva di essere davvero una scoperta per il mondo intero che potrebbe così ridurre anche l’inquinamento delle grandi città. Pensiamo ad esempio a New York, se tutti avessero una coltivazione come questa, in un grattacielo di 100 piani, si produrrebbe una enorme quantità di ossigeno da rendere l’aria più respirabile. Non sappiamo quanto costerà la tecnologia né i tempi di consegna, ma siamo certi che si tratta di una grande scoperta, unica nel suo genere! 

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Viaggiare si, ma la lingua?

Viaggiare si, ma la lingua?

Siamo sempre in procinto di viaggiare ma quante volte abbiamo cambiato meta a causa della lingua del paese di destinazione? 

Viaggiare linguisticamente.

L’estate è arrivata e si è fatta attendere tanto soprattutto da coloro che lavorano tutto l’inverno e non hanno potuto godere di periodi di ferie. Sono, dunque, tutti pronti per prenotare le vacanze ma quali mete verranno scelte? Non conoscere la lingua del posto spesso può rendere un viaggio un incubo e in mondo nel quale i voli sono tutti low-cost e raggiungere mete lontane è diventato semplice, come si può risolvere il problema? Gli adolescenti di oggi sono abituati a conoscer la lingua internazionale, l’inglese, lo studiano a scuola e anche da bambini alle scuole elementari. Gli adulti invece sono sempre penalizzati dalla mancanza della conoscenza linguistica e spesso evitano di compiere viaggi in paesi stranieri a causa della paura della lingua. Potrebbero usare dei sistemi di traduzione istantanea, si ma a causa del funzionamento su rete potrebbero non funzionare. 

La soluzione ai problemi linguistici. 

Un’azienda giapponese ha cercato di trovare la soluzione al problema linguistico dei viaggiatori. Hanno inventato un dispositivo grado di tradurre più di 50000 parole e senza utilizzare nessuna connessione. Il device funziona utilizzando una libreria di frasi comuni utilizzate in viaggio. Tutto questo senza utilizzare nessuna connessione dati. “Ili” è un device sviluppato da Logbar che registra e ripete in un istante l’espressione tradotta. Il traduttore portatile al momento utilizza tre lingue: inglese, giapponese e cinese. Sarà sufficiente avvicinare il device alla bocca e premere un pulsante per registrare la frase da tradurre e riprodurla all’interlocutore. La società ha evidenziato anche che il device è molto veloce, traduce in circa 0,2 secondi. Quando potremo godere di questo utilissimo strumento per i nostri viaggi? Alla fine del 2017.

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Giugno 2017: davvero hanno abolito i costi extra del roaming?

Giugno 2017: davvero hanno abolito i costi extra del roaming?

Il Parlamento e il Consiglio UE hanno trovato un accordo sulle tariffe che gli operatori applicano ai servizi in roaming. Ma è davvero cosi?

Roaming in UE. 

Da Giugno 2017 verranno, finalmente, aboliti i costi extra per il roaming internazionale. Era un servizio che in molti richiedevano a causa della mobilità internazionale che ha caratterizzato il mercato del lavoro negli ultimi anni. Ora il Parlamento ha raggiunto l’accordo con il Consiglio UE hanno trovato un’intesa sulle tariffe che gli operatori applicano tra di loro per offrire i servizi di roaming. Cosa succederà? Dal 15 giungo gli europei potranno viaggiare nelle UE senza tariffe roaming e gli operatori potranno continuare a competere per fornire le offerte più attraenti per i loro mercati internazionali. Il Consiglio ha specificato che i prezzi all’ingrosso saranno abbassati e di conseguenza  gli operatori dei Paesi di origine potranno consentire il Roaming senza accrescere il costo delle chiamate nazionali. Le tariffe, però, dovranno sempre essere più alte per dare la possibilità agli operatori dei Paesi visitati di recuperare i costi senza dover aumentare le tariffe nazionali. In definitiva però viaggiare diventa economico anche dal punto di vista della telefonia e in 28 paesi europei si pietra usare il proprio telefono cellulare senza sovra-costi con il proprio piano tariffario sia per telefonare che per navigare. 

Un passaggio cruciale per la telefonia europea. 

Andrus Ansip, vicepresidente della Commissione UE ha affermato che “questo è un passaggio cruciale per il mercato unico digitale”. Per i consumatori questo è un grande traguardo, raggiunto dopo un anno e mezzo di trattative tra le potenti lobby delle compagnie di telefonia internazionale e il Governo. Grazie a Bruxelles sarà graduale l’eliminazione del roaming in Europa. Il Roaming è l’insieme delle procedure, normative e apparecchiature che consentono di mettere in comunicazione due utenti all’interno della stessa rete o con reti diverse. In semplici parole è quello che permette alla rete nazionale di agganciarsi alla rete di un altro Paese Europeo. Vi è mai capitato di andare in viaggio, in Francia per esempio, e notare che non si ha indicato più il proprio operatore ma un nome diverso? In America per esempio risulta la scritta AT&T al posto del classico Tim, Wind, o Tre. Questo è il roaming. 

I costi del Roaming.

In passato era l’operatore a cui si agganciava la rete a dettare le regole del costo della trasmissione. Nel 2009 la Comunità Europea è dovuta intervenire a fissare un tetto massimo di spesa per il cittadino europeo che si trova a circolare nello spazio comunitario. Il nuovo mercato del lavoro che vede una mobilità giornaliera di ragazzi che si trasferiscono in varie città d’Europa ha forse preoccupato la Comunità che ha pensato bene di tutelare questi ragazzi e le eccessive spese di telefonia. L’Eurotariffa al 2012 è stata di 0,70 euro la MB, nel 2015 di 0,20 al MB. Gli accordi tra le compagnie telefoniche internazionali per l’abolizione del Roaming cosa comportano per noi cittadini? In semplici parole: se abbiamo sottoscritto un abbonamento in Italia, con dei minuti illimitati e del traffico dati prestabilito, ad esempio 2GB o 5GB, possiamo goderne anche quando siamo fuori dall’Italia. I furbetti però non potranno ottenere benefici da questo accordo internazionale perché c’è una clausola di salvaguardia la quale prevede che se un individuo utilizza la scheda per più di brevi periodi. Dunque se avete intenzione di trasferirvi in un paese della Comunità Europea sappiate che dovrete necessariamente acquistare in sede una scheda di operatori telefonici nazionali e non potrete usare vita naturaldurante la vostra scheda italiana! Ma l’accordo è già valido? Wind ha iniziato già ad aprile, anticipando tutti sul mercato, seguita da Tre e Fastweb, resta solo Tim che di adeguerà nel corso di questo mese. 

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Telegram approda ai pagamenti online.

Telegram approda ai pagamenti online.

Dopo Apple e Google anche Telegram, la chat più sicura del momento, punta sui pagamenti online ampliando il suo bagaglio di funzionalità.

Telegram: pagamenti online.

Telegram, chat disponibile per dispositivi mobili, caratterizzata da una grande sicurezza, punta sui pagamenti online. La nuova versione 4.0 dell’applicazione introduce la possibilità di fare shopping nelle chat box e di pagare direttamente attraverso gli assistenti virtuali. È questa una grande opportunità per coloro che già da tempo stanno utilizzando le chat box per i propri affari. Una sfida diretta, inoltre, a tutti i concorrenti di quello che, in sordina e senza importanti exploit ha dimostrato di essere una delle chat più usate del momento. 

Cos’è Telegram?

Per tutti coloro che non conoscono questa chat Telegram resta un mistero da provare, o forse no. Telegram è un servizio di messaggistica istantanea basato su cloud libero nel suo utilizzo. Tra le caratteristiche di Telegram c’è la possibilità di effettuare delle conversazioni cifrate, effettuare chiamate cifrate e scambiare messaggi vocali, fotografie, video, stickers. Niente di diverso da WhatsApp se non fosse che questo servizio di chat ha dimostrato di avere una grande controllo sulla privacy e la sicurezza. Fondato nel 2013 da due fratelli che in passato hanno fondato già il social network russo VK. I due soci però hanno affermato che la chat non avrebbe avuto connotazioni a scopo di lucro e che non avrebbe avuto collegamenti con il social network. Effettivamente al momento non hanno disatteso le promesse. Nel 2014 ha raggiunto 35 milioni di utenti attivi mensilmente, una quantità incredibile di utenti ma niente in confronto al 2016 che vede una soglia mensile di 100 milioni di utenti attivi. Il software completamente libero funziona tramite cloud di Telegram cosi da garantire la sincronizzazione istantanea. Questa funzionalità permette di accedere ai messaggi da diversi dispositivi contemporaneamente. Esistono diverse tipologie di chat la prima è la chat classica che utilizza una cifratura client-server, cifrata da dispositivo a server di Telegram e viceversa. Esiste anche la chat segreta, che sfrutta la cifratura end-to-end ossia la cifrati fra i due dispositivi coinvolti nella conversazione. Questa tipologia di chat però, benché maggiormente sicura, non può essere visualizzata su dispositivi differenti. Ci sono però delle caratteristiche importanti come la possibilità di cancellare le chat tramite un timer di autodistruzione. 

Gruppi, supergruppi e bot. 

I gruppi possono contenere sino a 200 utenti e solo gli admin possono aggiungere utenti o bot. I supergruppi, però, possono contenere sino a 5000 persone e possono nascere dai gruppi normali ma non possono ritornare in gruppi normali dopo che si sono trasformati in supergruppi. E se un utente si aggiunge in un secondo momento alla chat di un supergruppo? C’è la possibilità di vedere la cronologia dei messaggi! Dal 2015 Telegram ha introdotto i Bot che sono degli account Telegram gestiti da un programma che offrono molteplici possibilità. È questo che ha permesso alle aziende di usare Telegram come mezzo per il proprio business. Con l’aggiornamento della chat arriveranno anche altre due novità: i video messaggi e Instant View per accedere velocemente ad articoli di media e blog.

 

 

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Sanzioni a WhatsApp da tre milioni di euro. 

Sanzioni a WhatsApp da tre milioni di euro. 

WhatApp sta subendo due istruttorie e una sanzione da 3 milioni di euro poiché avrebbe indotto gli utenti ad accettare dei termini poco chiari e non legalmente accettabili. 

WhatsApp sotto accusa. 

L’Autorità garante della concorrenza e del mercato, dopo due istruttorie ha comminato una sanzione da 3 milioni di euro all’applicazione per la comunicazione più usata al mondo. Secondo l’Autorità, infatti, WhatsApp avrebbe indotto i clienti ad accettare i nuovi termini di utilizzo con dichiarazioni mendaci. In particolare la condivisione dei propri dati con Facebook non è stata descritta nel modo più corretto, lasciando intendere che senza la condivisione non si potesse utilizzare l’applicazione. L’Antitrust ha espresso il suo giudizio negativo nei confronti della pratica perseguita dal social.

E chi già era utente?

Differente la situazione per gli utenti già registrati all’applicazione alla data del 25 agosto 2016 che avevano la possibilità di accettare solo in parte i termini di utilizzo e i contenuti. Gli utenti “storici” del social avrebbero potuto decidere di non fornire l’assenso a condividere le informazioni del proprio account WhatsApp con Facebook continuando ad utilizzare l’applicazione senza limitazioni. Non è tutto però perché l’Antitrust ha anche accertato la vessatorietà di alcune disposizioni contrattuali delle app come l’esclusione e limitazione di responsabilità in capo a WhatApp molto ampie e generiche incluse quelle che discendono dal proprio inadempimento. WhatsApp ha introdotto un aggiornamento dei termini di utilizzo che prevedono addirittura una interruzione del servizio unilateralmente da WhatsApp e senza preavviso. I termini di utilizzo più criticati sono soprattutto quelli economici che prevedono la possibilità per WhatsApp di modificare costi e abbonamenti in qualsiasi momento. 

La risposta di WhatsApp

“Stiamo rielaborando la decisione e risponderemo ai funzionari” questa la risposta di un portavoce dell’azienda. Sono periodi difficili per i social e per le applicazioni, critiche amare e multe milionarie per coloro che non si adeguano alle nuove esigenze. Recentemente Facebook aveva subito continui attacchi per la sicurezza informatica e i casi di Stalking social e Cyber Bullismo che hanno portato l’azienda a rivedere il suo algoritmo e ad ampliare il suo staff. Non solo Facebook ha dovuto rivedere le sue pratiche e i suoi algoritmi per migliorare la sicurezza, lo stesso è accaduto per Google, il motore di ricerca più usato al mondo. Anche WhatsApp è “balzato” alla cronaca spesso negli ultimi mesi a causa dei casi di Cyber Bullismo.

 

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Google punta ai pagamenti con il suo Assistant.

Google punta ai pagamenti con il suo Assistant.

Google promette sempre grandi conquiste. La prossima meta? Il pagamento non solo con smartphone ma anche con Google Assistant. 

Pagamenti con Assistant. 

Google rivoluzionerà i pagamenti rendendoli possibili non solo da smartphone ma anche direttamente con Google Assistant. Utilizzando un semplice comando vocale verrà ricalcata una funzionalità già attiva sull’assistente di Apple Siri e che Facebook ha introdotto su Facebook. Come sempre per l’Italia servirà attendere del tempo perché la possibilità è in sperimentazione negli Stati Uniti e solo in seguito verrà esportata. Google ha affermato che già nei prossimi mesi sarà possibile il pagamento sia con Android, sia con Google Home, l’assistente cilindrico da salotto. Tutto quello che vi servirà sarà una carta di credito connessa con il vostro account. 

Sistemi di pagamento online. 

Sono già presenti dispositivi di assistenza che permettono i pagamenti come Siri di Apple. Ora anche Google sbarca sul mercato del “pagamento alternativo”. I sistemi di pagamento online sono già disponibili in altre forse su Android, come dimostra Android Pay. Il sistema è già disponibile in dieci mercati e presto debutterà in altri tra cui l’europea Spagna. Ora anche PayPal supporta Apple Pay. La notizia però, come già detto, arriva in contemporanea allo sbarco di Apple Pay in Italia, che permette lo stesso e anche questo sistema supporta PayPal. Google non promette nulla di nuovo ma cerca solo di adattarsi al cambiamento del tempo. Sarà dunque possibile semplicemente pronunciando al microfono dello smartphone l’importo e il destinatario e il pagamento verrà effettuato. A garanzia e a sicurezza della transazione va confermata tramite password o lettura dell’impronta digitale. Google non è una novellina dei pagamenti virtuali, oltre alla già citata Android Pay, da anni Google opera con il portafoglio virtuale Google Wallet. Possiamo essere sicuri della nostra sicurezza? 

 

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Opere dubbie alla mostra di Modigliani a Genova?

Opere dubbie alla mostra di Modigliani a Genova?

Il critico Carlo Pepi, grande esperto di Modigliani ha criticato la mostra organizzata a Genova affermando che….

Pisa e Modigliani la mostra del dubbio.

La mostra a Palazzo Ducale di Genova è stata criticata dal critico d’arte Carlo Pepi. È lui uno dei massimi esperti delle opere di Modigliani che ha posto un dubbio sull’autenticità delle opere esposte. Secondo il critico ci sono circa tredici opere dubbie e tre dipinti a doppia firma sono male attribuiti oltre che a Kisling anche a Modigliani. Pepi fu l’unico nel 1984 a non credere all’autenticità delle tre teste ritrovate nei fossi di Livorno attribuite a Modigliani e che poi risultarono una burla di studenti. È inoltre direttore della Casa Natale di Modigliani, dunque un vero esperto. 

Le teste di Modigliani: falso o falso d’autore?

La scoperta del 1984 di tre sculture nel canale di Livorno fu un grande evento. I critici d’arte Giulio Carlo Argan e Cesare Brandi furono unanimi nell’attribuzione delle sculture a Modigliani. Modigliani, secondo la leggenda, avrebbe gettato nei fossi livornesi quattro sculture perché da lui stesso ritenute non adatte al livello della sua arte. Si tratta però di una leggenda ben organizzata da studenti che si sono discolpati affermando che volevano regalare una emozione alla troupe di scavo. La confessione su una intervista a Panorama mostra anche le foto dei ragazzi che realizzano le opere. Alcuni giorni dopo il ritrovamento, in un secondo scavo, erano state ritrovate altre teste opera però di un altro livornese, Angelo Froglia, scultore e pittore. L’artista voleva dimostrare attraverso un processo di persuasione collettiva come si potevano condizionare le convinzioni della gente. Cercava inoltre l’apertura di un dibattito sulla condizione dell’arte e ci è riuscito nel migliore dei modi. Sono state tante infatti le interviste in Rai durante le quali ha spiegato il suo operato e il suo obbiettivo. 

Sono tante le opere dubbie alle mostre. 

A Padova è scoppiata la bufera sulla mostra di Bansky. Kenny Random ha definito la mostra “una sòla” facendo scoppiare la bufera mediatica. Le minacce legali non sono mancate alla chiusura della mostra dello street artist più famoso al mondo, di origine britannica, Bansky. L’artista di strada Random di origini padovane andato a dare una occhiata alla mostra e ne è uscito sconvolto dalla presenza di opere, a detta sua, non originali. Direttamente sulla sua pagina Facebook la denuncia pubblica, affermando che “ho chiesto informazioni al personale della galleria e sono stato allontanato dalla sala”. È tutto da verificare e una sola voce, non critica, non può rendere un fake una mostra internazionale. 

 

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Facebook a volto scoperto: il Guardian rivela le sue linee guida.

Facebook a volto scoperto: il Guardian rivela le sue linee guida.

A Londra il Guardian ha per la prima volta nella storia di Facebook rivelato le linee guida e le regole seguite dal social più usato al mondo. 

Le linee guida di Facebook.

Dopo una lunghissima indagine il Guardian, quotidiano britannico, è riuscito ad ottenere le linee guida di Facebook. È la prima volta che le membra della Società vengono scoperte e il Guardian avverte: “Facebook non ha il controllo che crede di avere”. La notizia che spaventa tutti è che secondo il quotidiano il social negli ultimi anni è cresciuto così tanto da far perdere le redini del controllo ai suoi dipendenti per la sicurezza. Il fenomeno dello scarso controllo ha raggiunto livelli senza paragoni se pensiamo ad esempio al fenomeno del “revenge porn”. Vi è mai capitato di sentire notizie circa fidanzati traditi che caricano online e sul social i video pornografici del proprio ex? Il fenomeno avrebbe necessità di circa 10 secondi per definire un’immagine appropriata o meno per il mondo del social. È questo il lavoro dei moderatori. 

La difesa di Facebook.

 

Facebook si difende ampiamente affermando che sono tanti i processi già avviati per permette un maggior controllo sui video e sulle foto postate. Qualche articolo fa vi abbiamo già parlato dell’aumento dei controlli di Facebook sui video. Quello che si cerca di evitare però è il calo della libertà di parola, quindi un dubbio etico sorge spontaneo: aumentare i controlli eliminando tutto quello che urta la sensibilità o mantenere l’assoluta libertà di parola? La compagnia californiana replica a muso duro alle rivelazioni del Guardian. Lo stesso Zucherberg ha affermato di aver destinato 3mila persone al team di operazioni nel mondo per ottenere maggiori segnalazioni e più velocemente. Monika Bickert Head of Global Policy Management di Facebook ha affermato che: “ Oltre a investire su più persone stiamo anche realizzando strumenti migliori per mantenere la comunità al sicuro. Renderemo più semplice segnalarci i problemi, e più rapido per i nostri moderatori determinare quali post violano i nostri standard. Semplificheremo anche il processo con cui possono contattare le forze dell'ordine se qualcuno ha bisogno di aiuto”. Gli utenti sono sempre di più e le potenzialità del social stanno aumentando giorno dopo giorno, non ci resta che aspettare di vedere come intensificheranno i controlli. Certo è che nel frattempo sono tanti i dubbi e le perplessità riguardo le tecniche di censura a protezione che vengono utilizzate. Recente è il caso di un gruppo Facebook che racconta di arte classica e moderna che si è vista oscurare molte foto di sculture, ovviamente nude trattandosi di opere classiche, e addirittura chiudere la pagina per qualche giorno. Vedremo!

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WhatsApp: blackout continui in pochi giorni.

WhatsApp: blackout continui in pochi giorni.

WhatsApp ha subito qualche attacco? Perché ha repentinamente smesso di funzionare? Sarà colpa degli continui aggiornamenti?

La notizia. 

 

WhatApp ha subito ripetuti blackout in pochi giorni. Il servizio è andato “down” anche nel nostro paese. Il guasto ha riguardato non solo gli utenti italiani ma tutto il mondo al punto da additare la situazione ai continui aggiornamenti della applicazione. Dal 3 maggio la situazione sembra migliorare per poi ricadere nuovamente in disservizi. Il problema inoltre ha riguardato tutti i sistemi operativi, dimostrando come non sia un problema circoscritto ma generale. Il disservizio segnalato inoltre era sempre dello stesso tipo: il messaggio viene scritto ma in pratica mai inviato, resta sempre attivo il simbolo dell’orologio, che indica un messaggio non inviato. Come possiamo capire se WhatsApp ha un disservizio? Spesso capita che l’applicazione non funzioni al meglio, per questo dobbiamo capire se il problema è del nostro smartphone o dell’applicazione? Innanzitutto verifichiamo la connessione dati cellulare o la presenza di una rete wi-fi. L’applicazione funziona solo con una connessione internet senza la quale non è possibile inviare e ricevere messaggi. Se la connessione è attiva e l’applicazione non funziona il secondo passaggio è quello di verificare il nostro piano tariffario. Se navighiamo su smartphone con un tot di giga prestabilito al mese dobbiamo verifica di averne disponibili. Queste prove non hanno portato alla risoluzione del problema? Allora dobbiamo rimuovere e installare nuovamente l’applicazione, probabilmente il problema risiede nei file dell’applicazione. Nonostante tutto siete li a chiedervi “perché non funziona WhatsApp?” allora probabilmente la colpa è del server. Purtroppo in questo caso non ci resta che aspettare e tenere d’occhio la rete per scoprire se si tratta di un problema generale o no!

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Il giorno in cui lo smartphone sparirà.

Anche gli smartphone scompariranno come tempo fa è già successo per altri strumenti di largo uso tra le persone? La curiosità è tanta e gli studi statistici proseguono. 

Lo smartphone scomparirà?

C’era una volta il cercapersone, il fax e….lo smartphone? Le basi per la costruzione di questa storia sono già formate ma che destino avrà davvero lo smartphone. Sono tanti i casi di strumenti di largo uso tra la popolazione scomparsi in brevissimo tempo. Quello che risulta essere dagli studi moderni il device di maggior uso dalla popolazione mondiale può davvero scomparire all’improvviso? È questo che gli studiosi si stanno chiedendo anche in riferimento ai continui aggiornamenti dei maggiori rappresentanti della tecnologia attuale: Microsoft, Facebook e Amazon. Sono queste le aziende che comandano in base ai dati della Borsa mondiale e dei fatturati annui. Recentemente abbiamo scritto un articolo sul caso Facebook che nonostante il crollo in borsa ha raddoppiato il suo fatturato. Certo è che nonostante queste grandi aziende stiano dimostrando di porre le basi per la scomparsa dei device mobili, la strada da percorrere è ancora tanta. 

Un mondo senza smartphone. 

È certo che la situazione mondiale cambierà completamente quando gli smartphone spariranno. Ricordiamo ancora il momento in cui gli smartphone sono apparsi in tutto il loro splendore: si parlava solo di pc e all’improvviso appaiono dei mini-pc. Estremo concetto che esprime al meglio quello che oggi sono diventati gli smartphone, dei pc in miniatura. Forse la vera e propria rivoluzione sta per arrivare e abbiamo avuto un assaggio nel nuovo Samsung Galaxy S8. È il primo timido tentativo di portare in casa la realtà aumentata, siamo certi però che Apple come sempre sbancherà portando la realtà aumentata sui nostri smartphone non più timidamente ma al 100% con mille opportunità. Questo è solo il primo passo però di un percorso che porterà sempre di più il device lontano dalle nostre mani al punto da non farcene sentire la mancanza.

Dove va la tecnologia. 

Negli ultimi anni la tecnologia sta sempre più concentrandosi verso nuove realtà ed esperienze. Qualche settimana fa vi abbiamo raccontato un successo tutto italiano che ha realizzato strumenti per il tatto virtuale. Facebook durante l’F8 ha annunciato di volersi concentrare sulla tecnologia del pensiero così da scrivere i post direttamente senza digitare nulla sulla tastiera. C’è chi sta sperimentando tecnologie estremiste come Elon Musk che promette di farci usare qualsiasi dispositivo con il solo pensiero, senza nessun tipo di device. Magic Leap e Google stanno lavorando a costruire delle cuffie autonome per la realtà aumentata che proiettano immagini 3D direttamente negli occhi. Ma la realtà aumentata potrebbe davvero sostituire gli smartphone e vivere con noi nel quotidiano senza impedimenti di nessun genere? Per noi sembra “ritorno al futuro” ma si tratta di certezza secondo Alex Kipman di Microsoft. Se così fosse allora la realtà aumentata potrebbe eliminare non solo gli smartphone ma anche televisori, pc, tablet e tutto quello che contiene uno schermo. Gli esperti però rassicurano tutti: la realtà aumentata aiuterà la quotidianità senza nessuna distrazione. 

Musk: l’intelligenza artificiale. 

 

Musk e il suo incredibile progetto per l’uso della tecnologia con la sola forza del nostro cervello, si basa sullo sviluppo accurato dell’intelligenza artificiale. La fusione uomo/macchina ideata dallo scienziato si basa sul concetto che è l'uomo che deve prevalere sulla macchina, e la macchina diventa solo uno strumento attraverso il quale realizzare cose uniche. L’uomo che dovrà sviluppare se stesso per usare le macchine è un concetto bello che cambia la visione delle cose, facendoci accettare tutti questi studi con più serenità. Dove vogliamo arrivare? A dimostrare come la fine dello smartphone non sarà la fine della tecnologia, anzi, sarà un cambiamento di rotta decisivo e un cambiamento di era. 

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Emma Watch: l’orologio che farà la differenza per i malati di Parkinson.

Emma Watch: l’orologio che farà la differenza per i malati di Parkinson.

Nonostante la tecnologia smartwatch non sia ancora molto sviluppata hanno creato il primo orologio/smartphone per ridurre i tremori alle mani delle persone affette da Parkinson.

Emma Watch: la vita al polso.

Haiyan Zhang direttore della Microsoft Research Innovation ha creato il dispositivo. La funzionalità è stata testata dal grafico Emma Lawton che grazie al dispositivo ha iniziato nuovamente a scrivere e disegnare. Ma come funziona questo attrezzo che promette di risolvere la vita dei malati di Parkinson? Emma Watch ha un meccanismo di vibrazione simile a quello degli smartphone che contrasta i tremori stabilizzando le mani del paziente. Ovviamente il dispositivo è in fase di sperimentazione ma la commovente rivelazione post test di Emma Lawton è stata: 'senza di lui avrei smesso di lavorare!'

La sperimentazione e le prospettive future.

Ovviamente Emma Watch è in fase di sperimentazione e per il momento non verrà commercializzato. Inoltre mancano tanti dispositivi aggiuntivi che potrebbero portare diversi sviluppatori a creare soluzioni simili. Un trampolino di lancio dunque per la ricerca di soluzioni oltre che di cure per migliorare la vita dei malati di Parkinson. Questa è una malattia poco conosciuta ma  altamente debilitante per coloro che ne soffrono. La malattia di Parkinson colpisce il sistema nervoso centrale e l’evolversi della malattia è molto lento e purtroppo costante e inarrestabile. Sono stati tanti negli ultimi anni gli studi per una cura della malattia degenerativa, ma siamo sempre alla sperimentazione e mai alla terapia vera e propria. Emma Watch si propone di migliorare la vita di coloro che soffrono di Parkinson cercando di sostenere le pratiche della vita quotidiana, come mangiare e bere. Ad essere colpite dalla malattia sono le cellule nervose che si trovano nella parte del cervello in cui i neuroni sono caratterizzati da pigmenti neri. Sono questi i neuroni che si occupano della produzione di dopamina, un neurotrasmettitore essenziale per il coordinamento automatico del corpo. Man mano che le cellule nervose vengono danneggiate dal morbo di Parkinson viene meno il controllo motorio e l’equilibrio. 

La tecnologia a sostegno delle malattie umane.

Le tecnologie e la maggior parte delle odierne start up stanno cercando di risolvere i problemi e le malattie dell’essere umano. Recente è la scelta di studio sul Parkinson della Michael J.Fox Foundation e di Intel, azienda statunitense che mette a disposizione della ricerca tutto il sapere in termini di tecnologia e big data. Sono loro che hanno scelto uno smartphone per combattere il Parkinson. Questa volta lo strumento tecnologico permetterebbe di connettere smartphone e tablet direttamente con l’orologio intelligente per ottenere in tempo reale i dati sulla salute generale. Si spera di ottenere presto anche una piattaforma aperta che dovrebbe portare ad individuare i nuovi modelli di studio e miglioramenti nella cura della malattia. Il progetto già avviato dovrebbe portare alla realizzazione di una nuova app con cui i pazienti potranno registrare le proprie sensazioni ma soprattutto lo stato fisico e la salute quotidiana. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Social Media Marketing e l’evoluzione della tecnologia. 

Social Media Marketing e l’evoluzione della tecnologia. 

È recente la notizia che Snapchat sta crescendo lentamente mentre Instagram rilancia feature innovative e molto richieste. 

La prima trimestrale di Snapchat pubblica. 

La quotazione in borsa del social Snapchat è da poco iniziata e i primi risultati, relativi al primo trimestre, sono stati resi pubblici. I risultati sono stati di molto inferiori rispetto alle aspettative, e dunque la delusione sta iniziando a prendere il sopravvento. È anche vero che il calo in borsa è un fenomeno generale come dimostrano i risultati di Facebook di cui abbiamo parlato in scorsi articoli. L’azienda ha riportato di aver avuto ricavi solo per 150 milioni di dollari a fronte di una aspettativa di 158 milioni. Gli investitori sono molto preoccupati del fatto che l’utenza di Snapchat sta crescendo troppo lentamente. Il social ha registrato infatti un aumento di iscritti di solo il 5% rispetto all’anno scorso. Manca dunque la spinta che è sempre stata caratteristica dei social e che ha reso, ad esempio, Facebook e Instagram dei colossi indiscussi. 

Instagram: è lotta tra i social. 

È Instagram il diretto concorrente di Snapchat e anche il social che a quanto pare sta vincendo. La fortuna è arrivata anche grazie alle continue novità che sta introducendo a livello di aggiornamento. Le nuove features sono state richieste direttamente dal bacino di utenza del social e sono destinate a diventare sempre più specialistiche e innovative. Grazie anche alla potenza di colui che ha acquistato la società per renderla imbattibile. Cento anche Snapchat aveva rilanciato il social con dei nuovi aggiornamenti che lo rendevano più friendly soprattutto con i nuovi utenti. Uno degli aggiornamenti più richiesti era relativo alla durata degli snap che sino a questo momento avevano la durata di soli 10 secondi, ma che ora dureranno di più. Sarà possibile, grazie al nuovo aggiornamento, inviare direttamente lo snap con un messaggio e il destinatario potrà vederlo senza limiti di tempo. Senza limiti non proprio però perché lo snap si distruggerà quando sarà uscito dal messaggio. Altre novità? Si possono mandare video in loop, ritoccare le immagini, inserire gli emoji…Ma basterà tutto questo per battere la concorrenza?

Le novità di Instagram.

 

Social e battaglia social, chi ne paga le conseguenze sono sempre i social media manager che devono essere al passo con i continui aggiornamenti e le molteplici funzionalità. Instagram rilancia un aggiornamento al giorno quasi e una delle grandi novità, tanto discusse, è la versione web. Semplice vetrina per guardare le immagini e cercare le persone, diventa ora il mezzo attraverso il quale condividere le immagini. Questa funzionalità aiuterà sicuramente coloro che lo usano per lavoro che non dovranno usare più lo smartphone ma potranno fare tutto direttamente dallo schermo del pc. Ovviamente questa è una anticipazione e bisogna aspettare ancora un po’ per avere la possibilità di caricare le immagini da web. Poe c’è sempre Facebook che batte tutti, ovviamente. Questo è il re dei social del momento che fattura più di quanto potesse immaginare, tanto da far passare inosservato l calo in borsa. Sono tanti coloro che giornalmente cercano quello di cui hanno bisogno sul social, che si prepara ad essere un motore di ricerca e in Inghilterra sta diventando una banca. Insomma: vince sempre lui. Novità? Facebook si sta impegnando sempre più a rendere esclusiva l’esperienza di business sulle sue pagine. Per questo sta lavorando alla creazione di applicazione che sfruttano i QR code. Saranno questi a concedere degli sconti agli utenti del sociale recandosi direttamente al negozio fisico. 

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Maggio: analizziamo la situazione lavorativa fino a oggi.

Maggio: analizziamo la situazione lavorativa fino a oggi.

Il 2017 sarebbe dovuto essere l’anno della rinascita occupazionale. I dati dimostrano come la disoccupazione non accenni a diminuire. 

I giovani e il lavoro.

Sono tante le notizie che trapelano sul web sulla situazione lavorativa italiana. Qualche giorno fa abbiamo parlato di una azienda che non riesce a trovare operatori informatici. L’azienda tessile, pronta a pagare fino a 3000 euro di stipendio lamentava la mancanza di professionisti. Flavio Briatore è balzato alla cronaca per la dichiarazione in merito al sud e la scarsa professionalità, recentemente anche lui è stato criticato per il mancato rispetto delle norme nella realizzazione del suo locale. Al di la di queste dichiarazioni vere o presunte, i giovani stanno pagando la mancanza di lavoro. Secondo i dati ISTAT alla fine del 2016 sono stati i giovani a trovarsi maggiormente in difficoltà. L’Italia registra un aumento della occupazione nella fascia d’età over 50. Cosa possono fare i giovani?

Emigrare o combattere?

 È sufficiente fare un giro tra i blog e le pagine Facebook per capire la situazione generale che stanno vivendo i giovani italiani. La maggior parte di loro si pone la domanda: perché restare? Alcuni additano i coetanei di non voler combattere, loro rispondono che non possono lasciare la casa materna per mancanza di soldi e lavoro. Recentemente un analisi italiana ha messo in luce che i giovani vanno a vivere da soli più tardi della media europea. Dove sta la verità? Nel mezzo, sempre. Certo è che l’ISTAT ha confermato che i disoccupati all’inizio del 2017 erano circa 3.089.000, e il tasso di disoccupazione cresce di due punti percentuali ogni mese, inesorabilmente. Sono sempre più i ragazzi tra i 15 e i 24 anni che non sono occupati e che non studiano, soprattutto sono sfiduciati. Lo Stato ha cercato di risolvere il problema con Garanzia Giovani e Alternanza Scuola-Lavoro, ma nulla è valso per risollevare la situazione occupazionale italiana. Ma la vera preoccupazione del Governo è la mancanza di volontà nel cercare lavoro in Italia e le continue richieste di espatrio.

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I lavori più richiesti per il prossimo futuro.

I lavori più richiesti per il prossimo futuro.

Sentiamo giornalmente notizie sulla disoccupazione nazionale e sulle richieste del mercato del lavoro. Ma quali sono i lavori che vedranno la luce a causa del progresso tecnologico? 

Le nuove professioni del futuro. 

Quali saranno i lavori del futuro? Che formazione scegliere per trovare lavoro subito dopo la Laurea? Conviene ancora laurearsi oppure no? Per rispondere a tutte queste domande abbiamo approfondito uno studio condotto dal FastFuture. L’istituto di ricerca ha condotto lo studio per contro del governo britannico che ha voluto indagare la propensione del mercato del lavoro da oggi sino al 2030. È ovvio che del futuro non c’è certezza ma vediamo nel dettaglio le probabilità esposte dalla ricerca. Iniziamo da uno degli ambiti sempre più richiesti: la medicina. Uno dei lavori del futuro sarà, molto probabilmente, il costruttore di parti del corpo. La scienza renderà possibile la creazione di parti del corpo e le persone che se ne occuperanno dovranno maturare ampie esperienze nel campo informatico e scientifico. Ovviamente da qui nasceranno i nuovi punti di assistenza delle “protesi” e centri di progettazione e aziende di realizzazione specifiche. Le nanotecnologie, e di conseguenza il nanomedico, che creerà una serie di strumenti in nanoscala subatomica in grado di rivoluzionare le cure mediche e l’assistenza sanitaria. Anche il pascolo e l’agricoltura cambieranno. Verranno geneticamente modificati i raccolti per produrre proteine a scopo terapeutico, e avremo la verdura che contiene i vaccini e il latte con proprietà terapeutiche. Sarà vero?

Aumento del benessere, invecchiamento della popolazione. 

Certo è che tutta la medicina tecnologica porterà sicuramente a un aumento dell’eta media di vita, di uomini e donne. Già negli ultimi anni abbiamo assistito ad un aumento importante nell’eta media, grazie alle nuove scoperte in ambito medico e di cura delle malattie. Di conseguenza anche i lavori del futuro saranno impiegati nel benessere dell’età matura. Più anziani ci saranno più sarà necessario prendersene cura. Uno dei lavori del futuro secondo la ricerca condotta sarà il consulente della terza età. Saranno loro ad aiutare la popolazione anziana a gestire le proprie esigenze personali e di salute. Uno dei lavori del futuro, dunque, si occuperà di mettere a punto soluzioni innovative in campo medico, farmaceutico e proteico. Per aiutare il naturale invecchiamento della mente il lavoro del futuro potrebbe essere anche quello di chirurgo della memoria. Sarà lui ad occuparsi di aumentare le capacità mnemoniche delle persone. Siamo certi che anche in questo caso il riferimento non saranno solo gli anziani ma anche tutti coloro che vorranno aumentare le proprie capacità. Ovviamente il comportamento etico sarà punto di riferimento per tutti e non potranno mancare, nelle professioni del futuro, gli etici della nuova scienza. 

I lavori del futuro nello spazio

Una delle professioni del futuro sarà sicuramente quello del pilota spaziale o della guida turistica spaziale. Sembra assurdo ma non lo è se si pensa che già si stanno facendo i primi lanci nello spazio per mero turismo. Dunque ipotizzare che uno dei lavori del futuro potrebbe essere questo ha davvero tanto senso. Se pensare allo spazio come qualcosa di abitabile è ancora lontano dalla nostra mentalità, dobbiamo comunque fare i conti con la mancanza di spazio. Sono tante le notizie che parlano di mancanza di terra abitabile e del progressivo aumento della popolazione. Allora, uno dei lavori del futuro potrebbe essere l’agricoltore verticale? C’è un interesse sempre maggiore all’idea di fattorie urbane verticali. Ciò potrebbe aiutare la coltivazione urbana e anche a ripulire l’area aumentando le zone verdi. E se i cambiamenti climatici potrebbero distruggere queste coltivazioni verticali, tranquilli, uno dei lavori del futuro potrebbe essere quello di specialista dei cambiamenti climatici! Questo futuro pensa davvero a tutto. E se queste cose vi sembrano assurde parliamo dei lavori che potrebbero essere più pensabili in una società tecnologica come la nostra. Iniziamo dall’avvocato virtuale o addirittura il manager di avatar per l’insegnamento. Sembra che nel futuro gli insegnanti saranno degli avatar, questi potrebbero sia aiutare gli attuali insegnanti o addirittura sostituirli. Una figura per gestire e curare questi avatar sarà dunque necessaria. Dove mettiamo il contatto umano nelle scuole? Chissà! Nel frattempo che questo futuro prossimo si possa realizzare pensiamo alle attuali figure lavorative richieste e formiamoci per rendere il nostro cv unico nel suo genere! 

 

 

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Progetto Binge Learning: scopriamo i vincitori!

Progetto Binge Learning: scopriamo i vincitori!

Accademia Futuro la più grande realtà di formazione online in Italia ha lanciato la sua prima borsa di studio per Start Up innovative. Il bando dal nome Binge Learning consisteva nel mettere in palio 30 abbonamenti illimitati del valore complessivo di 54mila euro.

Al bando potevano partecipare le Start Up a vincere sarebbero stati soprattutto i dipendenti di queste aziende. Sono loro infatti che stanno beneficiando degli abbonamenti per seguire i corsi online con Attestato organizzati da Accademia Futuro. Le materie di studio? Contabilità aziendale, marketing online, scrittura creativa, SEO, comunicazione e gestione del personale: argomenti utili a creare dei trampolini di lancio per questa Start Up. 

 LandFriend: l’e-commerce per il rilancio del territorio.

Tra i vincitori di questa prima edizione della borsa di studio Binge Learning c’è LandFriend. Oggi Accademia Futuro è lieta di presentarvi una delle Start Up più innovative in campo europeo per il rilancio del territorio. La mission dell’azienda è quella di riscoprire il piacere di fare la spesa. Tramite questo e-commerce sarà possibile acquistare e selezionare prodotti dal mondo: tutto comodamente da casa. Alle spalle della spinta creativa che ha portato alla nascita di LandFriend c’è la voglia di comunicare direttamente con i consumatori e i produttori, piccoli e medi. Il fondatore e Ceo di LandFriend è Lorenzo Mari: è lui ad avere una idea, a Lussemburgo, nel cuore dell’Europa. Il progetto trova subito appoggio vincendo il programma “Erasmus per giovani imprenditori” promosso dalla Commissione Europea che per quattro mesi ha finanziato la formazione del suo fondatore e l’attività di ricerca sul mercato istriano. È fiero quando afferma che LandFriend “nasce dal basso, dal campo, dall’agricoltore, dal produttore, dal giovane o piccolo imprenditore. Le critiche non mancano, fin da subito per chi propone un’idea innovatrice e che “pensa al prossimo”. Ma Lorenzo Mari è sicuro di se e della sua idea di “terra amica”, ecco il nome della Start Up. La società che ha fondato vuole far conoscere le piccole e le medie imprese, i produttori che mettono il cuore in quello che fanno narrando la storia e la cultura del loro territorio. Lui e la sua LandFriend diventano solo il mezzo attraverso il quale far volare i prodotti, tramite web, in tutto il mondo. Possiamo fidarci di questa grande idea? Si, perché Lorenzo Mari prova in prima persona tutti i prodotti che poi propone, controlla le tecniche di lavorazione e le certificazioni maturate grazie alla qualità del prodotto. Possiamo fidarci di chi spera di rendere l’alta qualità dell’enogastronomia alla portata di tutti e facilmente reperibile. Per rendere più familiare il prodotto e non essere il solito e-commerce online, Mari ha pensato di raccontare le persone e le storie di quei prodotti. Come dice lui: mostrare i volti che stanno dietro al buono della produzione. Finalmente possiamo dire di aver sposato chi come noi è stanco delle critiche futili e delle denunce alimentari senza soluzioni. Comunicazione, immagini, racconti sono tutti finalizzati per LandFriend per rendere il prodotto vero e “da scegliere”, sempre. Lorenzo Mari e LandFriend hanno scelto Accademia Futuro per la loro formazione, per rendere questo progetto efficace. Hanno bisogno di formazione di comunicazione e di marketing, formazione aziendale e commerciale. Sono una società neonata ma riprendendo la frase che loro stessi citano, di Henry Ford, “mettersi insieme è un inizio, rimanere insieme è un progresso, lavorare insieme è un successo” : Accademia Futuro è lieta di collaborare alla formazione e al successo di questa azienda. 

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