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Come si evolverà il mondo del lavoro nei prossimi decenni?

Come si evolverà il mondo del lavoro nei prossimi decenni?

Leggere i trend del mercato è fondamentale per anticipare il cambiamento.

E' per questo che Accademia Futuro, il più grande portale italiano della formazione online che offre ai propri studenti la possibilità di abbonarsi a tutti i corsi a soli 59 euro, senza limiti, da questo link, vi propone una guida che vi aiuti a capire da soli in che direzione sta andando il mondo del lavoro e delle tecnologie.

Che siate dipendenti, imprenditori o professionisti, in un mondo che si evolve sempre più rapidamente la vostra dote essenziale diventa questa: la capacità di leggere i trend del mercato e di aggiornarsi o cambiare al momento giusto.

Il cambiamento è un compagno che ti passa la palla.

E' importante capire che il cambiamento non è un avversario, ma somiglia di più a un compagno che ti passa la palla: sta a noi leggere i suoi movimenti e scattare con il giusto tempismo. Ne troppo presto, per non finire in fuorigioco, e nemmeno troppo tardi, altrimenti perderemo l’appuntamento con il pallone.

L’esempio dei social network.

Per capire meglio le dinamiche del cambiamento, è utile analizzare come tante aziende di successo, che hanno inciso profondamente nel panorama economico mondiale, non siano state le prime, e nemmeno le ultime, a proporre un certo modello, e quanto i loro risultati siano stati legati alla giusta scelta del momento in cui investire in un determinato settore.

Guardiamo per esempio alla storia dei social networks.

Vediamo che i due social media di maggior successo, Facebook (lancio universitario nel 2004 e pubblico nel 2006, più di 2 miliardi di utenti oggi) e Twitter (lancio nel 2006, 330 milioni di utenti oggi), sono stati preceduti da una lunga lista di servizi analoghi che permettevano, già ai loro tempi, di creare profili utente, invitare amici, navigare i profili degli amici e interagire sui gruppi.
Parliamo di Classmates (lancio nel 1995, 50 milioni di utenti raggiunti), SixDegrees (lancio nel 1997, 3 milioni di utenti raggiunti), Friendster (lancio nel 2002, 115 milioni di utenti raggiunti) e MySpace (lancio nel 2003, 75 milioni di utenti raggiunti).

Tutti questi servizi, e molti altri analoghi, hanno chiuso o sono rimasti ancorati a delle nicchie di utenti (musicisti, ex-studenti, gamers), mentre Facebook e Twitter sono arrivati dopo di loro e sono letteralmente esplosi, qual è la motivazione?

Il trend di un settore è indissolubilmente legato a molti altri.

Sicuramente il talento dei fondatori ha avuto il proprio peso, ma altrettanto peso va attribuito al momento in cui queste startup hanno deciso di investire nei social media e a come il trend di crescita dei social sia stato alimentato da altri trend e indissolubilmente legato a loro, tanto per citarne qualcuno:

1.     La massificazione del fenomeno internet, con una popolazione di utenti connessi che contava solo 16 milioni nel 1995 (lancio Classmates), 70 milioni nel 1997 (lancio SixDegrees), 500 milioni nel 2002 (lancio Friendster), 700 milioni nel 2003 (lancio MySpace), ma che è passata da 1 miliardo a 4 miliardi dal 2006 (lancio pubblico di Facebook e Twitter) ad oggi, triplicando il rateo di crescita rispetto ai dieci anni precedenti e stravolgendo il profilo degli utenti internet, da addetti ai lavori a mainstream;

2.     L’incremento esponenziale della velocità di connessione a livello mondiale, che ha permesso negli ultimi dieci anni di condividere con sempre maggiore facilità foto, musica, video e streaming;

3.     L’affermazione degli smartphone come dispositivi non solo di lavoro ma di intrattenimento e tempo libero (il form-shift, ovvero il passaggio da tastiera a touch screen capacitivo, avviene nel 2007);

4.     La diffusione delle Application Programming Interfaces, nate nel 2002 e esplose negli anni successivi, che hanno permesso la fioritura di applicazioni sviluppate da terze parti per Facebook e Twitter;

5.     La crescente sfiducia nella popolazione, successivamente all’11 Settembre 2001, nei mezzi di informazione istituzionali, e la necessità di cercare e condividere informazioni alternative e “dal basso”;

6.     L’affermazione massiccia delle strategie di marketing mirato (one-to-one), e il conseguente interesse dei produttori nei confronti della capacità dei social network di profilare accuratamente gli utenti per preferenze e comportamenti;

L’elenco riportato, sicuramente non esaustivo, fa capire come dal 2006 in poi l’ascesa dei social media sia stata indissolubilmente legata ad altri trend di tipo infrastrutturale, tecnologico, sociale, culturale ed economico, che i loro predecessori non avevano potuto sfruttare perché erano semplicemente partiti troppo presto, e che il loro più importante successore, Google+, non ha saputo interpretare al meglio, almeno non quanto sarebbe stato necessario per recuperare il ritardo accumulato.

Come leggere i trend del futuro.

Leggere i trend del futuro diventa quindi fondamentale, anche per capire se la nostra professione sta diventando obsoleta o se si sta semplicemente trasformando e quali sono le nostre possibilità per evolverci e adattarci al mercato.

Ovviamente non è semplice, e l’ideale sarebbe capire quale settore esploderà nei prossimi anni e investire in formazione per trovarsi pronti nel momento in cui si potrà cavalcarne l’onda.

Ovviamente non c’è una ricetta magica, ma il consiglio è quello di leggere il più possibile, per esempio i report sui tech trends che vengono compilati ogni anno dalle grandi multinazionali o dai venture capitals (per esempio: qui e qui), e fare rete con persone curiose e attente a questi fenomeni con cui possiamo confrontarci e da cui possiamo imparare.

Da non sottovalutare sono una serie di tool che possono farci capire le dimensioni e l’andamento di un certo mercato, come per esempio:

Statista, per capire andamenti e numeri di ogni settore: https://www.statista.com/

Amazon Best Sellers, per avere un’idea delle dimensioni di un mercato: amazon.com/Best-Sellers/zgbs

Google Trends, per sapere cosa cercano gli utenti: trends.google.com/trends

Facebook Ad tool, per capire quanti utenti sono interessati a un argomento: facebook.com   

Ricorda che la fonte migliore di ispirazione per la tua vita e il tuo lavoro è la formazione continua, approfitta della possibilità di abbonarti a tutti i corsi a soli 59 euro, senza limiti, da questo link.

 

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Giovani e lavoro digitale: mancano candidati e preparazione

Giovani e lavoro digitale: mancano candidati e preparazione

Le persone in cerca di lavoro spesso non sono in grado di rispondere ai requisiti e alle competenze tecnologiche e digitali richieste dalle aziende.

E' questo che è emerso dal convegno “Giovani e lavoro digitale: un bilancio dei progetti avviati e un’illustrazione degli sviluppi futuri” organizzato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

A questa carenza Accademia Futuro, il più grande portale italiano della formazione online, vuole rispondere offrendo ai propri studenti la possibilità di abbonarsi a tutti i corsi tecnologici e non a soli 59 euro, senza limiti, da questo link.

Il convegno, tenutosi questo mese presso la sede romana dell’Istituto Nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro (INAIL), ha parlato dell'’importanza degli investimenti nel capitale umano, della necessità di rafforzare le competenze digitali e delle iniziative legate al digitale rivolte ai giovani.

Come evidenzia l'infografica riportata in copertina, il settore del digitale è quello dove più spesso le persone in cerca di lavoro non hanno i requisiti per candidarsi o non hanno preparazione sufficiente.

Il rifinanziamento dell'iniziativa Garanzia Giovani avrà proprio l'obiettivo di riempire il gap di skill digitali con progetti mirati ai giovani.

In cosa consistono i progetti?

Il primo, “Start-up innovative digitali”, vuole far incontrare giovani startupper di talento che hanno un'idea da realizzare. I giovani utilizzeranno strumenti di e-learning e servizi integrati a supporto all'impresa, a cui collaboreranno anche degli incubatori. Il processo di formazione a distanza sarà utilizzato anche per selezionare 1000 giovani che parteciperanno alla formazione in aula.

Il secondo, “Competenze ICT per i giovani del Mezzogiorno”, è mirato a innalzare l’offerta e la qualità della formazione nel settore ICT e far fronte alla crescente richiesta di competenze specifiche e figure professionali specializzate nel meridione. Si punta a raggiungere circa 2.000 destinatari, a cui saranno dedicati percorsi formativi specializzati di massimo 200 ore e un successivo tirocinio della durata di 3 mesi. 

Rifinanziamento previsto anche per “Crescere in Digitale” che, grazie al rifinanziamento, terminerà nel 2020 e permetterà ad altri ragazzi di accedere ai tirocini extracurriculari, promuovendo sia la mobilità geografica sul territorio nazionale sia quella internazionale grazie alla rete delle Camere di Commercio italiane all’estero.

In ultimo, si è parlato anche del “Fondo SELFIEmployment”, attivo dall’1 marzo 2016, che finanzia con prestiti a tasso zero l’avvio di piccole iniziative imprenditoriali, promosse da giovani NEET, ovvero giovani che non stanno studiando, non sono impiegati e non stanno facendo nemmeno formazione professionale. Al convegno hanno portato la loro testimonianza due ragazzi, Cristina Nicosia e Michele Spaticchia, che hanno partecipato a Crescere in Digitale e SELFIEmployment; la prima, raccontando l’ingresso del mondo del lavoro grazie al suo percorso formativo ICT; il secondo, spiegando la realizzazione della propria idea imprenditoriale legata sempre al mondo del digitale.

Ricorda che per rendere più appetibile il tuo cv e le tue competenze per le aziende non c'è nulla di meglio della formazione continua, solo per pochi giorni diamo la possibilità di abbonarsi a tutti i corsi a soli 59 euro, senza limiti, da questo link.

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Il 40% delle Startup italiane ha difficoltà a trovare personale qualificato

Il 40% delle Startup italiane ha difficoltà a trovare personale qualificato

La notizia è una di quelle che può stupire.

In un'Italia dove la disoccupazione resta alta, soprattutto nelle fasce d'età dei neodiplomati e dei neolaureati, l'Osservatorio italiano Startupper's Voice ha scoperto che circa il 40% delle start up italiane ha difficoltà a trovare profili professionali che soddisfino le proprie esigenze.

Mancano, insomma, competenze aggiornate nell'ambito delle nuove professioni digitali, non solo tecniche ma anche di marketing e comunicazione.

Allo stesso tempo, anche grandi aziende stanno iniziando a investire nell'innovazione, e sono sempre di più le realtà nazionali e multinazionali che investono nell'innovazione tecnologica e di processo e fanno shopping sul mercato alla ricerca di figure nuove, basti pensare al caso di Coca Cola che a livello Global ha sostituito il vecchio responsabile del marketing con un Growth Hacker.

E a livello della sicurezza, il nuovo GDPR europeo genera una carenza enorme di figure che possano soddisfare i nuovi standard di sicurezza dei dati imposti alle aziende.

Driver dell'innovazione sono anche la globalizzazione e le nuove tecnologie digitali, che hanno abbattuto i confini territoriali e obbligano tutte le aziende, grandi e piccole, a investire in risorse e competenze in ottica di innovazione.

La trasformazione digitale, insomma, impone un continuo aggiornamento di skills e figure lavorative. Entro pochi anni, infatti, molti dei lavori a cui siamo abituati potrebbero scomparire o essere rivoluzionati, e la sfida che dobbiamo affrontare per restare competitivi è quella di una formazione continua, in modo da essere in grado di rispondere alle esigenze del mercato di domani.

Accademia Futuro ha scelto di farsi carico di questa sfida, con una serie di corsi online che insegnano le professioni del futuro.

Sul piano tecnologico, i nostri nuovi corsi insegnano a realizzare App mobili su iOS e Android, ad affrontare le problematiche di sicurezza di rete e delle informazioni, a sviluppare videogiochi in 2D e 3D, a conoscere il Web Design, ad affrontare le sfide della grafica digitale su Blender.

Sul piano del marketing e della comunicazione, affrontiamo invece tematiche come il SEO, la gestione di blog, il marketing Google, il giornalismo web, il marketing mobile.

Nel corso di ricerca del lavoro poi, insegnamo a fare un bilancio delle proprie competenze, a gestire il proprio cv e a valorizzarsi nei confronti dei datori di lavoro attuali e futuri.

Ma non finisce qui.

Nei prossimi mesi l'Accademia presenterà nuovi corsi innovativi, tra cui:

- Salesforce da zero

- Growth Hacking

- Web Developer completo

- React/Redux

- Digital Marketing completo

- Machine Learning e Intelligenza Artificiale

Questi e altri corsi saranno disponibili, senza limiti, a chi sottoscriverà il nostro abbonamento annuale.

Affronta le sfide della globalizzazione con la formazione continua di Accademia Futuro, e accelera il tuo futuro.

 

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iPhone 8 in uscita a settembre? Forse si, ma in pochi esemplari.

iPhone 8 in uscita a settembre? Forse si, ma in pochi esemplari.

Cattive notizie per Apple che si avvicina all’uscita di iPhone 8 ma in contemporanea con iPhone 7s e in pochissimi esemplari.

Novità di iPhone 8.

Il nuovo melafonino di casa Apple, stando alle notizie del momento, arriverà sul mercato a settembre e comunque in pochissimi esemplari, circa 4 milioni di unità. Il problema nascerebbe, secondo i rumors, nell’approvvigionamento dei pannelli OLED per il display di iPhone 8. Questo perché l’unico produttore della tipologia di schermo è Samsung, che nonostante aveva promesso di supportare il rivale non riesce a rispondere alle richieste di Apple. Inoltre la promozione del nuovo device Apple avverrà in contemporanea con Galaxy 8 che già è in produzione e ha risolto i primi problemi tecnici rilevati. Apple avrà avvero filo da torcere nella guerra alla conquista del mercato. I 4 milioni di unità garantiti non risponderanno alle esigenze del mercato che per Apple corrispondono a circa 50 milioni di unità. 

Uscita del nuovo iPhone a Settembre?

L’uscita del nuovo melafonino a settembre pare confermata anche se in molti l’hanno definita una mossa suicida andando a diminuire di molto il valore di iPhone 7 che è da meno di un anno sul mercato. I problemi riscontrati sulla produzione dello schermo OLED potrebbero, però, ritardare l’uscita del device fino a dicembre. Il mese dei regali di natale potrebbe essere un ottimo momento per l’acquisto ma anche una mossa svantaggiata dalla precedente uscita del futuro Galaxy 8 di Samsung. L’uscita nel 2017 è comunque confermata e in molti hanno iniziato a chiedere che cosa ne sarà del iPhone 7. Siamo sempre stati abituati, infatti, ad avere l’uscita Apple seguita dall’aggiornamento alla versione “s” nei mesi seguenti. In questo caso però il passaggio potrebbe mancare anche sei rumors in casa Apple propongono due possibilità. L’uscita di tre differenti device di pollici differenti, oppure l’uscita sia dell’iPhone7s che dell’8 di cui non si conosce precisamente il nome. Ricordiamo anche che Apple festeggia 10 anni di melafonino

Caratteristiche tecniche.

 

iPhone 8 avrà, molto probabilmente la scocca waterproof con certificazione IP68 per le immersioni più durature. Sono soltanto rumors di corridoio, che non hanno la certezza della casa madre Apple, ma sembra proprio che iPhone sarà “una bomba”. Lo schermo avrà bordi minimi e il tasto TouchID sarà sotto lo schermo stesso! Il processore potrebbe essere il nuovo performante processore A11 proprietario di Apple, realizzato con architettura a 10mn per rimanere in vetta alle prestazioni in tutti i testi di benchmark. Le voci più interessanti sono quelle che parlano di una ricarica ultra veloce chiamata Energous WattUp che sembra ispirato a Nikola Tesla dato che può trasferire energia alla batteria fino a 4 metri di distanza. Per i fedeli seguaci di Apple, però, la vera novità sarà che iPhone 8 potrebbe essere il primo davvero made in USA e non in China. È questo uno degli effetti collaterali della elezione di Trump alla Presidenza degli Stati Uniti che ha deciso di poter multare coloro che sono considerati dei “nemici commerciali” come la China. Aspettiamo dunque settembre/ottobre per vedere il risultato della produzione Apple. 

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Virus Petya/NotPetya: bisogna aprire una mail che sembra indispensabile aprire.

Virus Petya/NotPetya: bisogna aprire una mail che sembra indispensabile aprire.

Il  nuovo virus globale sta viaggiando nella nostra rete attraverso una mail: non apritela, anche se vi sembra indispensabile farlo!

Il virus Petya

Nel 2017 abbiamo ancora i virus e riescono a viaggiare nella rete? Si, sembra strano ma è così. Molti pc, infatti, non sono aggiornati e basta scaricare l’allegato della mail infetta per avere problemi. Ma questo non accade solo per i piccoli utilizzatori della rete ma succede anche, e soprattutto, alle grandi aziende che hanno versioni vetuste di antivirus e non aggiornate. E sono soprattutto queste aziende che hanno la necessità di scaricare tutti gli allegati ricevendo giornalmente curriculum, file di altre aziende, fatture. Marco Ramilli, capo di Yoroi di Bologna, azienda specializzata nella sicurezza informatica, afferma che la causa di tutti questi problemi è puramente umana. La sua azienda si è specializzata nella creazione di tecnologie che riconoscono in tempo reale l’attacco e la sua provenienza e con una serie di tecnologie scovano i virus arrivati via mail. Il problema è che se anche si riesce a non aprire la mail infetta come Petya, il suo ransomware, NotPetya funziona in maniera differente ma infetta comunque il pc e potremmo non accorgerci della sua presenza nella nostra casella e-mail.

Come funzionano i virus come Petya?

I virus di questa categoria si propagano attraverso la casella mail. Se arriva una mail che noi consideriamo buona e scarichiamo l’allegato automaticamente il virus è nel nostro pc. Anche attraverso l’aggiornamento di un software per il mondo business, MeDoc, molto usato in Ucraina possiamo avere l’infezione di questo virus. La tua minaccia è l’arma che utilizza per l’infezione, EternalBlue, sviluppato dalla Nsa. Una volta entrato nel nostro sistema il virus si propaga in modo orizzontale sulla rete interna, è questa nella maggior parte dei casi a non essere aggiornato e non riuscire a rispondere agli attacchi del virus. Quando si è attaccati possiamo uscirne solo con il pagamento di un riscatto, in bitcoin, o,138 bitcoin che valgono circa 300 dollari. La richiesta però varia di caso in caso e nessuno è escluso, tutti coloro che ricevono l’attacco devono pagare. 

L’uomo dietro la tecnologia.

Senza addentrarsi in complessi discorsi sulla natura della tecnologia e sulla motivazione della sua esistenza chi c’è dietro ai virus informatici?Ci sono sempre gli esseri umani, alle spalle della tecnologia, e sono sempre difficili da scovare. Dietro Petya, è ancora presto dirlo, perché dietro questa tecnologia c’è il metodo delle false bandiere. I malware sono degli impianti a più strati e ognuno proviene da un server differente che a volte sono in Paesi diversi con codici malevoli differenti che poi scaricati si cambiano. Questi personaggi ignoti stanno però ottenendo dei reali risultati, nei primi momenti dell’attacco si erano registrati circa 4000 euro di guadagno e vi erano ancora 10-12 pagamenti in attesa di essere risolti. Ma in realtà il pagamento si è bloccato all’improvviso: non puntavano ai soldi? Probabilmente no. 

Come difendersi?

Non esiste un reale metodo di difesa, si tratta sempre di tenere tutto aggiornato al massimo, riuscire a proteggere il pc senza aprire tutte le mail che arrivano. In caso di grandi aziende utilizzare magari dei codici particolari per farsi inviare curriculum e fatture. Affidarsi, nel caso delle grandi aziende, ad un tecnico informatico specializzato nella difesa dai virus di queste categorie, sarebbe l’azione migliore per proteggerci. 

 

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